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MAGGIO 2020MAGGIO 2020.

Si riparte. Non del tutto, non ancora, non come avremmo voluto. Il 25 di maggio saranno passati settantasette giorni dal 9 marzo, la sera in cui il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, annunciò il decreto con cui veniva estesa a tutto il paese la limitazione della libertà di circolazione, per contenere il contagio che, lo avremmo saputo più tardi, aveva ormai superato il livello di guardia. Non c’è più tempo. Questo ci disse quella sera, invitandoci a restare a casa. E lì saremmo rimasti, per quasi due mesi. Possiamo dire di avercela fatta, ma sempre mantenendo, e lo faremo ancora a lungo, prudenza e accortezza; lo diciamo solo oggi, 30.000 vittime dopo (ma per qualcuno sono state certamente 50.000): la gran parte di queste vivevano nella nostra regione e in quelle a noi vicine; tantissime erano persone anziane, fragili e, per questo, ancora più da tutelare: non le dimenticheremo. Avremmo immaginato per questo momento un’apertura festosa, rumorosa, da vivere tutti insieme. Non è ancora il momento. Tante nostre manifestazioni e incontri sono stati rimandati a data da destinarsi: IncontriamoCSI, la Camminata di San Luca, la Notte delle Stelle. Ma anche le MiniOlimpiadi, Not In My House, le Finali Calcio, il PlayGround dei Giardini Margherita sono state annullate o in attesa degli eventi. La riapertura sarà, invece, un timido affacciarsi alla vita normale. In pochi, con tutte le attenzioni e le limitazioni del caso. Il 25 maggio riapre, prima di tutto, l’ufficio della Segreteria del Comitato. Un presidio importante, per quando le attività, anche se ancora in gran parte ferme, dovranno cominciare a organizzarsi, ripensarsi, reinventarsi per potere, presto o tardi, ripartire. Facendo magari tesoro delle tante novità, non tutte negative, che in questi mesi abbiamo assimilato. Prova ne è, fra tutte, l’invenzione delle nostre Homelimpiadi: prima degli spazi, dei regolamenti, prima ancora della possibilità di incontrarsi, di accedere agli impianti… ha vinto un elemento che forse avevamo finora sottovalutato, ma che abbiamo scoperto essere sempre fra noi: fare squadra, portando fantasia, competenza, generosità e tanta, ma tanta passione sportiva. Ce ne ricorderemo, siamo sicuri, da qui a tanti anni. Ora è il momento della ricostruzione, dopo una gelata che, come sempre accade, non ha colpito in modo indiscriminato… Una recente inchiesta indica in oltre il 65% gli italiani che non hanno subito nemmeno un euro di perdita, in questi mesi. Sono i pensionati, ma anche gli insegnanti, i dipendenti pubblici e degli enti locali. Sono i lavoratori dei settori che non si sono fermati o, in alcuni casi, hanno aumentato addirittura il fatturato. Sono le persone che vivono di rendite, immobiliari e finanziarie. Certamente, i crolli della Borsa hanno fatto impressione. In realtà, ad oggi, il mercato sconta una perdita di nemmeno il 20% dai livelli massimi, raggiunti dopo due anni di corsa sfrenata… Si tratta dei cosiddetti garantiti, ma il termine non va utilizzato questa volta come dispregiativo. Il paese, e il mondo intero, non potranno ripartire senza una vera condivisione, anche delle difficoltà che, per tutte le altre categorie, dureranno ancora per molti mesi. Lo stesso accadrà per le nostre società sportive. Aiutiamoci, aiutatevi, noi ci saremo. E’ presto per una stima dei danni e per quantificare aiuti concreti. Il Comitato Provinciale del CSI ha in mente, comunque, un progetto di sostegno per le società sportive, per aiutare tutti, partendo dalle realtà piccole e piccolissime che, di questa crisi, hanno subito i colpi più duri, e che rischiano di non ripartire. Le abbiamo nel cuore tutte, una ad una. Ci aspettiamo forse una palingenesi, dovuta a questo periodo di quarantena, alla paura di non farcela? Per nulla, e lo insegna la storia. Forme più o meno gravi di furbizia o addirittura speculazione, (insieme a tanta solidarietà, va detto), sono emerse nel nostro mondo anche nei giorni più cupi. Il primo campionato estero a ripartire dopo il coronavirus, la Bundesliga, ha visto disputare alla prima giornata dopo la stop il Derby di Berlino, Herta contro Union, due squadre che si sono ritrovate, dopo decenni di assenza, nella serie A tedesca proprio in questa stagione. Divise dalla Cortina di Ferro, Union a Est e Herta a Ovest, le tifoserie delle due squadre avevano fraternizzato, per trent’anni, solo a distanza. Caduto poi il Muro, dopo poche settimane venne naturale organizzare una grande amichevole, che viene ancora oggi ricordata per un pubblico inverosimile, con i tifosi delle due squadre perfettamente mescolati, i colori blu dell’Herta insieme a quelli rossi dell’Union. Ebbene, dopo pochissimi anni, banali questioni calcistiche hanno presto diviso i supporter delle due squadre, in una rivalità accesa e violenta che dura ancora oggi (non in questa occasione, visto che l’incontro si è disputato, ovviamente, a porte chiuse!). Restano chiuse anche le porte del nostro Comitato, almeno nelle prime settimane, ma solo per tutelare la vostra salute. Basterà una telefonata, o una mail, e torneremo ad essere vicini, per ricominciare a progettare lo sport che ci fa sognare da 75 anni.  

Andrea De David

presidenza@csibologna.it

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