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La Terra PromessaGENNAIO 2018

Eliminare il canone Rai. Abolire l’Imu. Azzerare il pagamento delle tasse universitarie. Cancellare la Legge Fornero. No al Jobs Act. Il salario minimo. In pensione con soli 41 anni di contributi. Mancano ancora due mesi alle elezioni e siamo quindi alle prime settimane di campagna elettorale… Posizionati appena all’inizio di un lungo percorso, non passa giorno in cui non venga proposta una legge, un’abrogazione, una correzione, qualunque cosa possa essere di facile lettura e svolgere comunque i compito di “promessa elettorale”. L’Italia sembra quindi trasformata in una Terra Promessa, che andrebbe però scritta con il trattino, Italia Terra-Promessa, il paese cioè delle promesse elettorali. Anche il mondo dello sport si interroga da qualche settimana sul proprio futuro, legato (anche) al nuovo assetto che potrebbe scaturire dal risultato delle elezioni. Interessante, in questo senso, il dibattito organizzato ad Assisi dal Centro Sportivo Italiano fra diversi esponenti politici, molti dei quali rivestono proprio la carica di “Responsabile Sport” del proprio partito di appartenenza. Facendo però una doverosa premessa: in Italia, sin dalla loro origine, quasi tutti gli Enti di Promozione Sportiva hanno la loro derivazione da un partito o movimento politico. E, infatti, appariva abbastanza singolare, in quel consesso, la presenza di più di un esponente di partito che rivestiva in quel caso un doppio ruolo, cioè anche quello di dirigente (ex o addirittura in carica) proprio di un Ente di Promozione Sportiva. Da una parte quindi rappresentava il latore delle richieste da parte del mondo dello sport alla politica, dall’altra anche quello del destinatario delle stesse, come parlamentare o aspirante componente dell’area di governo… Anomalie italiane, da sempre una costante laddove a tutti i livelli (a partire dalle realtà locali) l’abbraccio mortale fra sport e politica nasce dall’esigenza di spartirsi soldi e attività e dall’altra esigenza, quella di manovrare i voti. Se nel secondo caso stiamo parlando di un retaggio del passato (inverosimile, al giorno d’oggi, la capacità del mondo dello sport di movimentare più di qualche decina di voti…), nel primo caso la consuetudine è ben viva, e lotta insieme a noi. Senza lasciarsi quindi tentare da slogan e veloci tweet, occorre oggi un piccolo sforzo da parte di tutti, per provare a leggere fra le righe quali sono le richieste che lo sport deve porre alla politica. Prima di tutto, andare a scaricare e leggersi bene i programmi elettorali dei singoli partiti e/o coalizioni, andando con il dito fino al paragrafo dedicato allo sport (quando c’è). Sono solo promesse, ma dal taglio e dall’attenzione dedicata all’argomento si possono già ricavare interessanti considerazioni. Successivamente, focalizzare l’attenzione su alcuni temi caldi, problemi che in ogni caso andranno affrontati nei prossimi mesi: la riforma del Coni, la nascita delle società sportive dilettantistiche lucrative, il trattamento del rapporto di lavoro in ambito sportivo, l’armonizzazione con la riforma del Terzo Settore… Questi e altri gli argomenti che dovrà affrontare il Governo e, se sarà confermato, il Ministero dello Sport. Un “regalo” pre-elettorale è già arrivato: l’innalzamento da 7.500 a 10.000 euro della soglia di non imponibilità per i compensi da attività sportiva dilettantistica. Un aiuto in realtà non richiesto, e che porta un beneficio solamente a una parte irrilevante delle nostre società sportive. Sarebbe stato magari più importante disciplinare un po’ meglio tale istituto. Nato, infatti, come sostegno ai tanti volontari (condizione indispensabile, in teoria, sarebbe il prevalere nel calcolo del singolo compenso orario, della parte di gratuità rispetto a quella lavorativa, altrimenti non sarebbe questo il regime da applicare) è divenuto presto oggetto di abuso, tramutato infine in una fascia di esenzione totalmente indiscriminata… A questa e a tante altre situazioni occorre mettere mano. L’invito è quello di partecipare, quindi, al voto, in ogni caso e anche controvoglia, dopo aver effettuato un difficile slalom tra quanto riceviamo ogni giorno in termini di informazione da talk show e social network: Democrazia.        

Andrea De David

presidenza@csibologna.it

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