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AGOSTO 2018

editoriale agosto 2018Negli anni del dopo Brexit, nell'epoca dell'euroscetticismo, nei mesi complicati del ritorno al sovranismo, è toccato in sorte ancora una volta ad un evento sportivo tentare di trovare una qualche risposta ad un tema che appare più che mai in declino: ha ancora senso parlare di integrazione, accoglienza, solidarietà e fratellanza fra i popoli, valori che il mondo dello sport ha da sempre fatto propri, sin dai tempi della rinascita olimpica del primo '900? Partiti davvero all'insegna dell'euroscetticismo, in tutti i sensi, subito dopo la conclusione dei mastodontici e super pubblicizzati Mondiali di Calcio di Russia, i Campionati Europei 2018 (European Championship) hanno rappresentato invece un grandissimo successo. Organizzati secondo la formula del multisport, con gli atleti impegnati per la prima volta in sette diverse discipline sportive: nuoto, canottaggio, triathlon, golf, ginnastica, ciclismo e atletica, hanno ottenuto grande risonanza mediatica, ottimi ascolti televisivi, con un'organizzazione efficiente e tanti risultati di rilievo. Analoghi tentativi in passato non avevano avuto buoni esiti, stavolta invece le diverse competizioni si sono affiancate nei loro programmi senza sovrapporsi, ma spesso valorizzandosi a vicenda, fra Glasgow e Berlino, ponendo le basi per significativi, futuri, Giochi Olimpici "Europei". Grandi speranze di medaglia erano affidate agli atleti italiani, un po' in tutte le discipline. A guardare il medagliere azzurro, speranze ben riposte, con le complessive 60 medaglie conquistate, con 15 ori. In realtà deludente è stata stata come sempre, da 20 anni a questa parte, l'atletica leggera. Le speranze di vittoria si sono arrestate a sole 4 medaglie di bronzo. Meglio di niente, certo, ma un ulteriore passo indietro anche rispetto alle ultime edizioni. Delle quattro medaglie, tre sono poi arrivate da atleti nati fuori dall'Italia: un altro bel segnale di integrazione e accoglienza favorita dal mondo dello sport, sulle piste e pedane tricolori, ma allo stesso tempo un ennesimo segnale di allarme per i vertici della Federazione. L'impoverimento numerico della base stessa dell'atletica giovanile, la mancanza di rinnovamento e la scarsa presenza di tecnici giovani e preparati rende ormai ogni medaglia frutto di exploit estemporanei più che di una programmazione complessiva del movimento. L'addio alla Federazione di Stefano Baldini, l'ultimo atleta italiano di livello mondiale, i cui successi risalgono ormai a 15 anni fa, è anch'esso assai significativo. Fra le poche note liete, il quinto posto di Filippo Tortu nella disciplina regina dei 100 metri, un protagonista giovanissimo dopo 10 anni di assenza, e il quarto posto del marciatore Massimo Stano. Per lui, oltre alla medaglia sfumata per un solo secondo, e una prestazione per tutta la gara all'altezza dei migliori, pure un momento importante di sportività d'altri tempi. Il passaggio della spugna al rifornimento finale fra lui e l'avversario, il forte tedesco Linke, immortalato dalla televisione, ha riportato alla memoria il mitico scambio della borraccia fra gli arcinemici Coppi e Bartali, una delle immagini simbolo della storia, e non solo di quella sportiva, del nostro Paese. Ben altro smalto, rispetto a quello dell'atletica leggera, dalle ragazze e dai ragazzi del nuoto. Presenti e ancora brillanti tanti "senatori" come Pellegrini, Paltrinieri e Scozzoli ma dietro di loro tanti giovani e giovanissimi già protagonisti e plurivincitori. Per loro, un'edizione da record! Nel gruppo dei nuotatori, ancora una volta presente il Csi Bologna. Sotto la guida di Mister Fabrizio Bastelli, da anni nello staff della Nazionale, positiva la partecipazione di due nostre ragazze. Per Martina Carraro due belle finali, nei 50 e 100 rana. Per Ilaria Bianchi, tre volte olimpionica, la beffa di una medaglia, nei 100 farfalla, sfuggita per soli 4 centesimi che purtroppo, nel nuoto, scavano spesso un solco incolmabile... Peccato per la portacolori di Azzurra '91 Csi, brava e mai doma che pochi giorni dopo ha infatti migliorato, nella stessa distanza ai Campionati Nazionali, il record italiano, con uno splendido 57"22. Per lei e per tutte le altre i complimenti della compagna di squadra Arianna Barbieri, ritornata dopo una lunga assenza dovuta alla malattia. L'aspettiamo tutti, come da lei annunciato, di nuovo in piscina, per un futuro ancora da atleta, magari da allenatrice o - perché no? - da dirigente sportiva, da vivere nel mondo del nuoto. Ha dimostrato sempre, e a maggior ragione in questa circostanza, di averne le competenze, la sensibilità e la passione. Bentornata!

Andrea De David

presidenza@csibologna.it

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