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tina morri

«La ginnastica è la disciplina del "gesto concluso". Essa richiede tecnica e piena padronanza del proprio corpo, fino a quel punto di "perfezione" che incarna la bellezza e suscita ammirazione».
Basterebbero queste sue parole per ricordare Tina Natoli Morri, scomparsa in questi giorni con la stessa discrezione, eleganza e bontà d'animo che ne avevano caratterizzato l'intera esistenza e la carriera sportiva e professionale.
La professoressa Tina Morri era un'autentica erede della più alta tradizione ginnica italiana, fatta di impegno e disciplina ma anche di cultura e studio. Da Emilio Baumann in poi, la scuola bolognese è stata un faro per il mondo intero e la casa sportiva di Tina non poteva che essere la Società Ginnastica Fortitudo, una delle più antiche d'Italia che si onoro' sin dalle origini delle medaglie d'oro di Giuseppe Domenichelli e Luciano Savorini alle Olimpiadi di Stoccolma del 1912 e, dopo l'interruzione bellica, di Anversa del 1920.
Insegnante di ginnastica quindi, poi per trent'anni dirigente e Vice Presidente della S.G. Fortitudo ha educato migliaia di atlete, cresciuto e formato decine di istruttrice e dirigenti.
Mai più meritata che a lei è stata qualche anno fa l'assegnazione della Stella d'argento del CONI.
Una foto storica la ritrae a Roma per la consegna del Collare d'Oro, la massima onorificenza per la storia ultracentenaria della Fortitudo, insieme a Luca Cordero di Montezemolo, Graziano Del Rio, Giovanni Malago' e Matteo Renzi. La società biancoblu' non poteva trovare una portabandiera migliore, per la sua professionalità e lo spirito associativo.
Le vicende sportive non le rendono però sufficiente merito. Quello che la rendeva unica era la discrezione, l'educazione e la grande eleganza nei comportamenti e nelle parole. Mai una polemica o un atteggiamento fuori luogo. Da tempo si scherniva e verso chi la provava a coinvolgere per avere ancora il suo insegnamento diceva di rivolgersi ai giovani, perché sono loro che devono accompagnare le nuove generazioni, non certo quelli della sua epoca... Detto da lei, che per titoli, preparazione e professionalità aveva sempre tanto da insegnare a tutti...
Con il CSI di Bologna aveva sempre avuto un rapporto esemplare. Senza mai cercare incarichi o visibilità collaborava a tutte le nostre manifestazioni e ne condivideva i principi valoriali comuni. Un ricordo personale, quando compariva in Comitato per espletare con gioia anche semplici adempimenti burocratici come iscrizioni o tesseramenti, portava un raggio di sole, anzi di luna nei corridoi e soffermandosi a chiacchierare dei tanti progetti ancora da realizzare le brillavano ancora di più i begli occhi. Da oggi il mondo sportivo bolognese è sicuramente più povero, ma lascia alla sua società sportiva e a tutti noi una grande eredità.
Per chi volesse partecipare il funerale di Tina si terrà lunedì 22 luglio alle ore 15.30, nella Chiesa di San Paolo di Ravone via Andrea Costa 89. La camera ardente sarà allestita alla Certosa dalle ore 14.15 alle 15.15.

 

 

 

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