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GENNAIO 2024.

editoriale 24 01

Cambiata in modo strutturale dalla pandemia e dalla successiva, forte, ripartenza.

Messa in discussione e, purtroppo, in difficoltà, dalla Riforma dello Sport, fortemente voluta anche da noi, resa poi illeggibile e inapplicabile da chi l’avrebbe dovuta governare, a partire dai dirigenti di Sport e Salute. Con il desiderio di andare avanti, nel prossimo decennio, con una necessaria compattezza, minacciata però da una strisciante fragilità, quando anche non divisione. Questa la fotografia del Centro Sportivo Italiano, scattata al termine dell’Assemblea Nazionale di metà mandato, che si è tenuta a gennaio a Roma, presso il Midas Palace Hotel. “Oltre il tempo presente”, questo il tema scelto dalla Presidenza Nazionale, che ha riunito quasi 250 dirigenti e delegati di 90 diversi Comitati, per discutere le esigenze del territorio e le necessità dello sport di domani.

Al venerdì, dopo una breve introduzione del Presidente Nazionale, la presentazione del lavoro svolto dalle diverse Aree della Presidenza Nazionale, con un check sull’andamento di affiliazioni, tesseramenti e un esame dei diversi dati aggregati. A seguire, l’esposizione dell’azione svolta negli ultimi anni a favore del territorio. Sono stati oltre 23 milioni di euro orientati, in modo diretto o indiretto, a favore dei Comitati Territoriali e Regionali, delle società sportive e polisportive di Comitato, oppure controllate dai Comitati stessi, e delle società affiliate. Contributi erogati direttamente, all’interno del Piano di Rilancio degli anni 2020 e 2021, a seguito di interventi sugli impianti, per garanzie e finanziamenti, bonus bollette, caro energia, agevolazioni su affiliazioni e tesseramenti gratuiti o fortemente agevolati (temporanei) o per attività giovanile (strutturali), senza dimenticare alcuni grandi progetti, come la Junior TIM Cup. Fra le voci indirette, invece, la partecipazione a bandi e progetti, nazionali e internazionali, e i contributi di Sport e Salute, che oggi non riguardano più il sistema centrale, se non in minima parte. A completare il quadro, il lavoro sui promotori associativi, il contributo per i corsi di formazione e aggiornamento delle qualifiche, l’intervento per i minori ucraini, il progetto con Fondazione Conad, quello insieme a FC Internazionale, e molto altro ancora. Il sabato, il lavoro su cinque grandi tavoli tematici, che la successiva plenaria non è riuscita, purtroppo, a sintetizzare in modo efficace. Alla sera i Comitati, suddivisi per consistenza, hanno provato a ragionare su alcune strategie per il futuro e sul sostegno alla Presidenza Nazionale. Alcuni interessanti spunti di riflessione sono venuti, soprattutto, dai Comitati di piccole dimensioni; molto deludente, invece, il contributo dei cosiddetti “grandi”.

La domenica mattina si è aperta con la Santa Messa celebrata da don Michele Gianola, sottosegretario della CEI e direttore Ufficio nazionale per la pastorale delle vocazioni e direttore ad interim dell’Ufficio nazionale per la pastorale del tempo libero, turismo e sport. Nell'omelia ha posto l'attenzione su una parola presente nel Vangelo: autorità: «C'è sempre qualcuno nella nostra vita che abbiamo identificato come maestro: oltre a comunicare un contenuto ci ha trasmesso un insegnamento sulla vita. Autorità vuol dire far crescere. Pensando allo sport, e al CSI, impegniamoci per cogliere nelle persone e nei giovani che incontriamo la potenzialità di ciascuno perché possa essere valorizzata». Dopo la votazione, a larga maggioranza, delle tre mozioni assembleari (obiettivi del CSI, organizzazione di tavoli e organismi di confronto, e CSI per il Mondo), le conclusioni sono state affidate all’intervento del Presidente nazionale del CSI, Vittorio Bosio: «Ci avviciniamo al percorso che ci porterà alle assemblee territoriali, regionali e nazionali. Abbiamo bisogno di incontrarci, vederci, capirci. Stiamo vivendo un momento molto particolare, tra difficoltà e incertezze, come le novità introdotte nell’ambito della Riforma dello sport. Sono qui a dirvi: io ci sarò. Voglio dare la mia disponibilità, stando alle attuali normative, a candidarmi a Presidente nazionale. Tale disponibilità deve servire per portarci a fare ragionamenti unitari. Il periodo associativo della pandemia è stato complicato, e ci ha costretto a riorganizzarci per superare insieme le difficoltà e poter affrontare la ripartenza. Il CSI è nato per i giovani e l’attività giovanile è il nostro principale impegno, per realizzare la mission di educare attraverso lo sport. Se saremo un’Associazione unitaria, insieme con il contributo di tutti, sapremo affrontare le difficoltà per guidare il CSI nelle sfide del presente e dei prossimi anni. Ho girato tanto il territorio associativo e ho incontrato tante persone che vogliono bene al CSI. Il territorio al centro è stato da sempre uno dei principali impegni della Presidenza nazionale in questi anni. Lo dimostrano i dati che abbiamo presentato tra i materiali assembleari, con tutte le risorse economiche che abbiamo destinato al sostegno dei Comitati e delle società sportive. Siamo un’Associazione al servizio di tutti, in particolare alle comunità. Il CSI, nonostante le tante fatiche e le difficoltà, ci sarà sempre perché abbiamo la fortuna di avere sul territorio tanti dirigenti che hanno una grande passione sportiva e si mettono quotidianamente al servizio del Centro Sportivo Italiano».

L'editoriale

Oltre il Tempo Presente

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