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Tutti per Ambro

GIUGNO 2026.

La sera di lunedì 5 gennaio, Alessandro Ambrosio, giovane capotreno bolognese, perdeva la vita a seguito di un agguato, assurdo e inspiegabile, all'interno del parcheggio dipendenti della Stazione di Bologna.

Alessandro aveva appena terminato il consueto turno di servizio, impeccabile come sempre. Come testimoniato dalle videocamere di sorveglianza, nessun episodio sospetto nel corso e al termine della sua giornata di lavoro. Purtroppo, dalle immagini, già nella zona della Stazione di Bologna, appare alle sue spalle una figura strana e sinistra. Si tratta di un trentaseienne, poi identificato come il croato Jelenic Marin. Si saprà poi, già noto alle forze dell'ordine, colpevole di altri reati, meno gravi, ma tutti legati a episodi di violenza e danneggiamenti. Nel corso di quella serata rimasta con angoscia nel cuore e nelle menti di tanti bolognesi, si consumava un delitto atroce, senza movente e senza alcuna spiegazione, logica o morale. Nelle ore successive, l’omicida è stato arrestato, senza confessare, né fornire alcuna spiegazione, che non fossero altre farneticazioni utili, con ogni probabilità, a prendere tempo e a tentare di depistare il raggiungimento di una verità che, ci auguriamo, sarà invece celere e senza dubbio alcuno.

Laureato in Statistica, 34 anni, in servizio da tempo sui treni Intercity, un lavoro scelto per seguire la tradizione e passione di famiglia, a partire dal padre ferroviere da poco in pensione, musicista in una band, giovane impegnato nell'associazionismo, con un passato di sportivo dilettante, Alessandro viveva ad Anzola nell'Emilia e ha lasciato un grande vuoto tra familiari, amici, concittadini e colleghi ferrovieri. Era il classico bravo ragazzo “esageratamente” normale. I genitori, la fidanzata, una vita già piena di tante cose e, allo stesso tempo, con un futuro tutto da costruire. Dopo la sua scomparsa ne sono emersi, come spesso accade, in maniera ancora maggiore i valori e le particolarità. L’amore per il proprio lavoro e il grande spirito di squadra con tutti i colleghi, l’amore per fidanzata e familiari, il tempo dedicato alle grande passioni, la musica, l’associazionismo, la solidarietà…

Nel pomeriggio di mercoledì 20 maggio, presso il Campo Pallavicini, il centro sportivo che aveva frequentato da ragazzo, su richesta e sollecitazione degli amici e colleghi ferrovieri, abbiamo ospitato il primo Memorial Francesco De Lucia & Alessandro Ambrosio, ideato per ricordare Alessandro, insieme a Francesco De Lucia, altro giovane ferroviere recentemente scomparso, a lui legato da amicizia e dalla comune passione per lo sport.

Un evento organizzato dal CSI Bologna, insieme a tutti quelli che li hanno conosciuti, stimati e amati. Le aspettative, di presenza e di affetto, erano davvero molto alte, potendo percepire da subito i valori che i ragazzi avevano testimoniato, ma le risultanze hanno superato ogni calcolo della vigilia. Sono state infatti oltre cinquecento le presenze, fra familiari, amici e colleghi che hanno partecipato all’evento. Tante sono state, durante il sentito e commovente momento istituzionale, le testimonianze portate, a partire dai genitori e ai tanti conoscenti che ne hanno sottolineato i valori, dall'amicizia alla dedizione al lavoro, passando per l'impegno nell'associazionismo alla solidarietà. Quattro le squadre schierate in campo a contendersi il trofeo, Intercity, RFI, Assistenza e Trenitalia TPer.

Un torneo molto combattuto e all’insegna dell’agonismo, del rispetto e del fair-play. È stata infine proprio la squadra del Intercity, dove prestava servizio Alessandro, a conquistare il trofeo, che si appresta, senza dubbio, a diventare una classica, dello sport e del ricordo. Grazie a organizzatori e partecipanti, a partire da Luigi Dimastromatteo e Luigi Mucciarone, che si sono tanto spesi per l'evento. Grazie anche agli arbitri Laterza e Piacenti per l'ottima direzione delle gare, corrette e spettacolari.

Un’altra bella occasione di sport e impegno sociale per il CSI Bologna. Si sta svolgendo in questi giorni il processo per l'omicidio Ambrosio, un passaggio molto difficile, soprattutto per chi deve vivere nuovamente quei tragici momenti sulla propria pelle. E anche un forte monito, per la nostra città e per le istituzioni, affinché possano lavorare meglio e di più per la tutela dell’ordine pubblico e della sicurezza, anche e soprattutto di quei lavoratori che svolgono con onestà e scrupolo il proprio lavoro, nella speranza che arrivino presto verità e giustizia.

 

Andrea De David

presidenza@csibologna.it

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