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Storia di EjpgSETTEMBRE 2021.

È ripartita la stagione sportiva. Si spera, finalmente, che sia la ripartenza definitiva. Nel pieno rispetto delle regole e delle misure di sicurezza, certamente, dei protocolli e delle disposizioni, che ci possano lasciare liberi di organizzare e praticare sport. Una libertà che sgombri il campo, una volta per tutte, da furbi e furbetti, da escamotage e scorciatoie. Troppo lunga è stata l’attesa, troppe le società sportive che sono ancora in grande difficoltà, le famiglie ancora piene di dubbi, gli sportivi sempre in attesa di direttive, e della piena serenità per riprendere le attività, dopo oltre un anno e mezzo. Stiamo parlando, statistiche alla mano, di oltre il 50% di sportivi praticanti in meno, con percentuali che si fanno ancora maggiori, stanti le difficoltà normative, organizzative, e di disponibilità degli impianti, per quanto riguarda l’attività giovanile, soprattutto quella under 14, quella che, con la chiusura delle scuole, ha sommato alle conseguenze per la forma e la salute fisica, quelle di natura sociale e psicologica. Rimbocchiamoci le maniche, per uscirne tutti insieme. Recenti statistiche hanno rilevato però che, di pari passo con questa situazione negativa, la pandemia ha portato inaspettatamente anche effetti positivi, in termini di consapevolezza e positività. Nei casi in cui è stata data la possibilità di vivere il periodo in modo relativamente sereno, è maturato in molte persone un sentimento nuovo, magari anche solo nello scoprire vicini cui è stato possibile fare affidamento, per necessità materiali e immateriali. Oppure, allo stesso tempo, la soddisfazione per chi si è potuto riscoprire soggetto utile, o punto di riferimento. Lo stesso beneficio è venuto anche a chi ha scoperto di poter contare su istituzioni che prima non erano abbastanza considerate: associazioni, gruppi spontanei, parrocchie, in molti casi anche istituzioni pubbliche e private che, in qualche modo, hanno fornito assistenza e manifestato la propria vicinanza. Per altri, infine, nel mezzo di una vita frenetica, la possibilità per una volta di rallentare, riflettere, fare ordine nella propria vita, cercando di migliorarle e migliorarsi. È bello pensare che molte delle nostre società e associazioni sportive abbiano potuto costituire, pur in mezzo alla tempesta, una piccola àncora di salvezza. Purtroppo, non tutti sono arrivati qui con noi, pronti per la ripartenza… Nel mese di agosto, abbiamo saputo della scomparsa di E. Era un ragazzo ancora giovanissimo, sportivo, pieno di vita, conosciuto da tutti. La sua fine ha lasciato sgomenta la famiglia, gli amici, e tutte le società sportive dove aveva militato, nella sua breve ma già significativa carriera, sui campi di basket della regione, fino all’interruzione per il Covid. Una fine che ci ha sconvolti, ma che ci interroga ancora, soprattutto in queste settimane di ripartenza delle attività sportive. Non solo in cerca di una risposta a un evento che è e resterà inspiegabile, ma per evitare in futuro di sottovalutare il nostro impegno, di non capire l’importanza dello sport nella vita dei giovani, dove rischia di essere considerato da tutti, a partire dalle istituzioni, solamente come uno svago e un divertimento, insomma qualcosa di superfluo. I suoi amici si sono già attivati per ricordarlo, lui che proveniva dal settore giovanile di una delle squadre più blasonate d’Europa, pensando di aiutare e permettere di stare su di un campo di pallacanestro proprio a quelli che dal mondo dello sport vengono di solito esclusi. Non c’è momento, in queste settimane, in cui non vengano riproposte le immagini di quest’estate irripetibile di trionfi dello sport italiano, dalle vittorie agli Europei di calcio a quelli della pallavolo, le decine di medaglie olimpiche e paralimpiche. E, insieme a queste, i trionfi nel ciclismo, nel motociclismo, le tante vittorie in discipline come tennis, nuoto, per finire a tanti sport che di solito non riscuotono la giusta attenzione. Sarebbe bello, e lo diamo come suggerimento anche ai politici che usciranno vincitori dalle prossime consultazioni elettorali, a Bologna e in alcuni comuni della Città Metropolitana, ma anche al Coni, che è solito distribuire benemerenze, unitamente a Federazioni ed Enti di Promozione Sportiva, iniziare invece le attività ricordando non solamente i vincitori, ma anche i protagonisti di queste piccole storie quotidiane dove lo sport, senza raggiungere grandi successi e i picchi della notorietà mediatica, caratterizza ugualmente le vite e i sentimenti delle persone. Prima e dopo la pandemia.  

Andrea De David

presidenza@csibologna.it

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L'editoriale

Storia di E.

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